Molto frequentemente il pastore François Compaoré organizza evangelizzazioni di tre o più giorni nei villaggi circostanti la capitale, ma anche presso villaggi sperduti del sael. Il suo compagno d’opera è il pastore Aaron Noba, ex musulmano, figlio di un influente imam.

A volte le campagne evangelistiche sono molto pericolose, sia per le condizioni ambientali, che per il rischio di guasti meccanici in zone isolate e per i cattivi incontri che si possono fare.

Nel nord del Burkina Faso, vicino al confine col Mali, vivono tribù nomadi di Tuareg. Nessun evangelista è mai riuscito ad avvicinarli per annunciare il messaggio di salvezza di Gesù Cristo, ma François e Aaron l’hanno fatto. Insieme hanno viaggiato per giorni interi, dormendo all’addiaccio nelle campagne, col pericolo di serpenti e scorpioni o di malviventi. Hanno avuto dei guasti meccanici al loro furgone in zone desertiche e a motivo di ciò hanno sofferto la fame e la sete per aver terminato le scorte alimentari, ma Dio è stato con loro, li ha liberati, sostenuti e resi vittoriosi su quelle popolazioni ostili. Ora fra i Tuareg c’è una chiesa cristiana.

Quando le campagne evangelistiche della durata di diversi giorni si svolgono lontano dalle città, Francois e Aaron devono provvedere al nutrimento delle persone che vi partecipano, perché queste camminano anche per diversi giorni per raggiungere il luogo della manifestazione evangelistica. Normalmente gli africani, musulmani o animisti, non si lasciano convincere dalle parole o dalle discussioni teologiche, ma quando vedono i miracoli il loro cuore si apre al messaggio del vangelo e la notizia, incredibilmente, si sparge in tutta la zona e negli ultimi giorni avviene la raccolta, come la pesca miracolosa descritta nei vangeli.

Durante le due ultime evangelizzazioni di tre giorni svolte a Ouagadougou, hanno dato il cuore a Gesù circa duecento musulmani.